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domenica 31 gennaio 2016

COLLABORANTI INTERNAZIONALI.

       



         Continua, inesorabile e niente affatto strisciante -ovvero sempre più palese-, l'assalto distruttivo della cupola mondialista, mafiosa e massonica, alla ormai estenuata ed esangue poltiglia razziale che ancora, per pietà, ci ostiniamo a definire con l'espressione di "razza bianca". Lo spazio ancestrale e primigenio della razza bianca, l'Europa, è ormai irrimediabilmente deturpato ed insozzato dalle orde allogene deliberatamente sospinte verso di esso e deliberatamente accolte all'interno di esso dagli agenti del nuovo ordine mondiale assisi alle più alte cariche della politica, dell'economia e della finanza, dell'industria 'culturale' e dell'industria 'cultuale', ossia di quelle religioni organizzate che usurpano ormai la definizione di 'cristiane'; questi agenti -veri e propri ufficiali superiori della Sovversione- operano servendosi delle schiere oceaniche dei 'quadri' intermedi -ufficiali inferiori e sottufficiali- annidati nell'informazione, nella magistratura, nella polizia, nelle forze armate, nelle Chiese, nella politica periferica, nelle amministrazioni pubbliche, nelle università e nelle scuole di ogni ordine e grado. Definire codesti individui come 'traditori' non sarebbe tecnicamente esatto, se le parole continuano ad avere un senso; il traditore presuppone una persona che ha creduto e servito lealmente una istituzione o una idea, e che con molteplici motivazioni decide di 'consegnare' sé stesso o ciò che era incaricato di difendere al nemico. Qui abbiamo soltanto uomini e donne che 'consegnano' ciò che non hanno mai nemmeno posseduto, dei collaboratori attivi di una potenza straniera e nemica che in questo caso non è una nazione o uno Stato ma un sistema ideologico mondiale anzi, una religione: la religione unica della subumanità del presente e del futuro.
  Il ministro degli esteri, l'ex stalinista Gentiloni, va a raccattare studenti negri in Kenya per iscriverli nelle università italiote; un noto pagliaccio del minculpop Borghese/Bohemien, ex camicia nera ( che vergogna, per la camicia...), pubblicizza sui media di regime l'ultimo suo libercolo in difesa della razza criminale zingara; El Papa intima ai preti di aprire le porte delle chiese agli invasori estraeuropei per dare il buon esempio; la cricca criminale romana che da oltreoceano ha ricevuto il mandato di 'governare' la repubblichetta italiota ha finalmente depenalizzato  e dunque cancellato il reato di 'immigrazione clandestina', principale condicio sine qua non di ogni costituzione statuale. Ogni giorno che passa questa schiera di collaborazionisti scava la fossa alle imbelli masse europee, mentre in Italia procede spedito il progetto di vera e propria sostituzione etnica dell'ancora più imbelle (e imbecille) popolo  padano. Chi si trasforma in pecora, si fa mangiare dai lupi...

mercoledì 2 dicembre 2015

SANGUE 'RANDOM'.




         Allorché, nel gennaio scorso, le teste di straccio della "guerra santa" ( ?! ) accopparono, a Parigi, una mezza dozzina di comunistelli satanisti animatori di un giornalino pornografico per malati mentali, ci rammaricammo per due circostanze: che fossero comunque morti degli innocenti ( un usciere e, va detto, un poliziotto che lo stato francese - anziché utilizzare per gli appropriati compiti istituzionali - aveva messo a far da palo  ai suddetti cialtroni); e che a compiere tale azione fossero state appunto le "teste di straccio", anziché dei patrioti francesi ed europei.
  Oggi, le stesse caricature della guerra santa hanno - sempre a Parigi - alzato la mira ed il livello dello scontro, ammazzando un centinaio di persone assolutamente a casaccio, sparando per la strada, nei ristoranti e nei bar, in un teatro, in uno stadio. Gente comune, qualunque, qualsiasi.
  Gli autori, nonostante i media continuino -chissà perché-  ad esaltarne la precisione e l'efficienza militare, si sono rivelati essere dei giovani desperados "arabo-francesi" cresciuti nell'hinterland parisienne e con trascorsi da delinquentelli di mezza tacca, spacciatori di droghe e quant'altro. Non più arabi, perché irrimediabilmente sradicati da un territorio che in qualche caso non hanno neanche mai visto e da una cultura che non hanno assorbito; men che meno francesi o europei, perché la razza -prima che la religione, che conta fino a un certo punto, e nonostante i proclami ampollosi dei servi sciocchi del mondialismo- è e sempre sarà  lo stigma discriminante nei rapporti fra gli uomini e nella vita sociale; privati irrimediabilmente del bene più grande che connota l'uomo, ovvero l'equilibrio 'cosmico' con il proprio mondo, la pace con sé stessi e l'identità di sé stessi verso il mondo, questa genia di sbandati ha assorbito tutti i veleni della decadenza euro-americana-occidentale salvo accorgersi di essere alla fin fine comunque dei perdenti, destinati in grande maggioranza a condurre vite subalterne, incapaci di una vera 'integrazione' con l'Europa e gli europei per la sola e semplicissima ragione che l''integrazione' non è né sarà mai possibile tra razze diverse.
  Quanto al c.d. "I.S.", che avrebbe armato la mano di questi assassini (e non v'è motivo di dubitarne), soltanto gli zombies della "maggioranza stuporosa"  europoide-americana possono credere alle fole propinate dagli agenti di influenza mondialisti sui malvagi terroristi islamo-fascisti nemici della nostra (loro) civiltà... I satanisti dell'I.S. sono stati creati, foraggiati e armati dalla cupola mondialista, massonica e sionista diretta da Israele, gli U.S.A., la Gran Bretagna e, accodati in qualità di cani da pastore, da tutti i rimanenti parenti che si invitano soltanto per le feste comandate e che vivono nel riflesso della luce emanata dal vertice; tra questi, la Francia, la N.A.T.O., l'Arabia Saudita ed i suoi tirapiedi.
  L'Islamic State è stato ed è uno strumento nelle mani del mondialismo, uno strumento utilizzato per disturbare o disfarsi di quei regimi che, 'giusti' o 'sbagliati', 'buoni' o 'cattivi' che siano, procedono in rotta di collisione con la nave ammiraglia, o semplicemente disturbano i suoi volteggi nell'oceano del potere mondiale; così è accaduto per l'Iraq e per la Libia, così sta accadendo per la Siria, così la cupola vorrebbe che accadesse per l'Iran.
  Non sarà  probabilmente mai dato di sapere perché quattro  straccioni frustrati abbiano deciso di agire a Parigi il venerdì 13 novembre, e chi abbia effettivamente impartito l'ordine; perché nel mirino sia finita proprio la Francia e quali infami maneggi stiano dietro alla morte di un centinaio di persone qualsiasi. Forse i caporioni islamisti non si erano messi d'accordo sul prezzo delle armi acquistate dal libero occidente, visto che periodicamente si hanno notizie -ovviamente mai rilanciate dalla stampa del n.w.o.- di petrolio acquistato sottobanco dalla Turchia (membro NATO) dall' I.S., di un colonnello dell'esercito israeliano catturato in Iraq dall'esercito regolare di quel paese mentre si intrattiene graziosamente con i miliziani del ISIS; o di membri del 'glorioso' Special Air Service (SAS) britannico che parimenti partecipano ad azioni militari contro il legittimo governo siriano di Bashar Al Assad mescolati, anche stavolta, ai gentiluomini dell'ISIS. Ma tant'è, basta ormai poco per riempire le teste vuote dei rimasugli delle razze europee raccontandogli chi sono i buoni e chi sono i cattivi. E' un po come ai tempi della strategia della tensione in Italia, quando stampa, governo, partiti e sindacati volevano far credere che i cattivi 'fascisti' si divertissero a fare esplodere treni, banche e piazze con la gente dentro per raggiungere i propri obiettivi politici; come si potesse pensare (o indurre a pensare) che un qualsivoglia movimento politico sperasse di catturare il consenso delle masse (consenso comunque necessario al fine della conquista del potere) sparandogli addosso resta un mistero per ogni uomo di intelligenza media, eppure ancor oggi quelle stesse masse sono convinte che i 'fascisti' siano stati i mandanti e gli esecutori di quelle stragi infami, stragi concentratesi, guarda caso, non nella capitale ma esclusivamente in Padania... Mah!
  Così le teste di straccio dell'I.S. hanno effettuato la loro impeccabile operazione militare parigina ammazzando centoventi passanti o avventori di bar, ristoranti e discoteche, ovviamente disarmati sia materialmente che psicologicamente. Ci vuole senz'altro una solida preparazione militare, ne convengo, quando persino un ragazzotto tredicenne con mezza giornata di istruzione specifica diventa in grado di sparare con un fucile mitragliatore sostituendo il caricatore o disincagliando eventuali bossoli non espulsi. Per quanto riguarda la capacità di mira, è l'ultima cosa che serve quando si tratta di sparare nel mucchio, alla Breivik, senza temere reazioni ed avendo disponibilità illimitata di munizioni gentilmente offerte dallo zio Sam...
  Eppure, per uccidere un qualsiasi capo di Stato o di governo di un qualsiasi Stato europeo, non ci vuole praticamente niente... Questi personaggi hanno una agenda ed un calendario di impegni ed uscite pubbliche fittissimi, se non a cadenza quotidiana come minimo settimanale; convegni, inaugurazioni, comizi, visite a scuole, ospedali e cantieri, parate militari... La protezione ovviamente c'è (generalmente strutturata sul principio dei 'cerchi concentrici') ma è efficace nei confronti dello squilibrato con il coltello, l'ascia o il martello, non certo contro armi da fuoco automatiche; sarebbero sufficienti un pugno di uomini motivati, anche solo un paio (e l'I.S. ce li ha...), un'arma automatica (e l'I.S. ce le ha...) e naturalmente la disponibilità, se non alla morte, sicuramente ad essere catturati e feriti anche gravemente, poiché non è pensabile riuscire ad eludere l'arresto dopo una azione di questo genere. Ma, vivaddio, ci dicono che l'I.S. possiede 'martiri' in abbondanza impazienti di conoscere carnalmente le vergini del paradiso, e dunque neanche qui dovrebbero esserci problemi. E invece... invece no, i 'martiri' dell'I.S. non hanno di queste istruzioni ma soltanto di sparacchiare a destra e a manca alla gente qualunque... Un poco come i 'combattenti' comunisti delle B.R. e affini, specializzati nell'uccisione di appuntati e brigadieri di polizia o di consiglieri comunali e provinciali, ammantandosi dell'aura del guerrigliero e finendo dopo qualche anno di carcere a fare i consulenti per qualche amministrazione comunale o regionale targata P.D.
  Così oggi la 'strategia della tensione' che insanguinò l'Italia ( o meglio, la Padania...) negli anni '60 e '70 comincia ad essere ripresa per insanguinare le strade europee di sangue qualsiasi, di gente comune che conta poco, o nulla, per far vedere a quella stessa gente che c'è sempre un nemico cattivo in agguato da qualche parte e che è meglio lasciar fare alla cupola.
  La solita vecchia storia.

mercoledì 25 novembre 2015

CREDO...




   « Io mi do la morte al fine di risvegliare le coscienze assopite. Mi ribello contro la fatalità del destino. Insorgo contro i veleni dell’anima e contro gli invasivi desideri individuali che stanno distruggendo i nostri ancoraggi identitari, prima su tutti la famiglia, intimo fondamento della nostra civiltà millenaria. Mentre difendo l’identità di tutti i popoli a casa propria, mi ribello nel contempo contro il crimine che mira alla sostituzione dei nostri popoli. »
  "Credo nelle qualità specifiche degli Europei,  oggi provvisoriamente immerse nel sonno.  Credo alle loro individualità operanti,  alla loro inventiva ed al risveglio delle loro energie.  Il risveglio verrà.  Quando ? Non lo so.  Ma di questo risveglio non dubito. »



   Dominique Venner, 1935 - 2013

mercoledì 4 novembre 2015

VITTORIA, VITTORIA !



           L'itaglia 'celebra' oggi la propria presunta vittoria nella 'Grande guerra'; una vittoria, si, ma della massoneria internazionale contro le ultime vestigia dei regni e degli imperi di 'diritto divino', ovvero conformi allo spirito della umana civiltà. 
  Il miserabile regno d'italia, sospinto a calci in culo dalle potenze plutocratiche e capitalistiche sue alleate, 'vinse' una guerra infame voluta e preparata dalla Sovversione internazionale, nemica di Dio e dell'uomo.
  'Vinse' al prezzo di un immane massacro imposto ai popoli soggetti alla cialtronesca monarchia sabauda, popoli  immiseriti, abbruttiti, allora come oggi privi di alcuna consapevolezza di una appartenenza comune.
  La 'vittoria' italiota consegnò infine al dominio prima piemontese, poi e per sempre romano-napoletano, le ultime terre padane soggette alla grande monarchia imperiale absburgica, decretandone un futuro di miseria, fame, emigrazione.
   Il fascismo, fiammata del residuo spirito ario delle elites padane, sia pure italianizzate, fu troppo poco; non seppe e non volle essere rivoluzionario come prometteva di essere, e finì per trasformarsi rapidamente in fenomeno tra il patetico e il clownesco, in questo autenticamente italiano
  150 anni di dominazione sabauda, romana, massonica, vaticana e mafiosa sono sotto i nostri occhi in tutto il loro 'splendore' putrescente. 
  Ma si raccoglie solo quel che si ha seminato. 
  Ogni popolo è artefice del proprio destino.

venerdì 2 ottobre 2015

CESARE BATTISTI, 1° E 2°.




          E' ormai una 'vecchia' notizia, giacché risale al giugno scorso, ma vale la pena 'riderci' un po sopra. Si è appreso, infatti, che l'ormai arcinoto Battisti Cesare, teppistello e squadrista comunista, più bullo di borgata che terrorista ( anche l'essere terrorista è una cosa seria...) ha contratto non qualche virus letale bensì matrimonio con una negra brasiliana che essendo negra dà al nostro -semmai ne avesse bisogno- una vernice di cosmopolitismo antirazzista irresistibilmente glamour; ed essendo cittadina brasiliana allontana definitivamente dal nostro -semmai ve ne fosse il bisogno- la minaccia dell'espulsione e dell'estradizione da quel paese all'Italia, ove egli è stato condannato all'ergastolo per quattro omicidi volontari.
  Nato nel 1954 nella Terra di Lavoro, il nostro uomo già in tenera età si sente vocato alla carriera di delinquentello e rompicoglioni e  -dopo una breve esperienza nell'allora P.C.I.- decide di lasciare l'asfittico ambiente dell'Agro Pontino; ma anziché muovere verso le due capitali naturali di quella zona, la Roma dei papi e la Napoli del Regno delle due Sicilie, il Battisti decide di trasferire la propria infettiva presenza in Padania, ove negli anni '70 imperversa lo squadrismo rosso. Qui, aggregatosi ad una banda di pezzenti e derelitti affascinati  dal mito brigatista  sale i gradini della propria carriera criminale, specializzandosi in azioni armate ad altissimo rischio e con elevati livelli di competenza tecnica-militare, sulla scorta dell'esperienza dei suoi fratelli maggiori della partigianeria 1943-1945, ovvero: uccisioni mirate di due bottegai, un poliziotto e un agente di custodia.
  Per questi omicidi degni di uno spacciatore di borgata il nostro ha goduto, dopo l'evasione dal carcere ed il successivo espatrio in Francia, della protezione qualificata di un numero incredibile di persone di 'peso' interne alla politica, nel giornalismo, nella 'cultura' (  ? ), nel mondo dello spettacolo  e nella letteratura, o presunta tale. 
  Dopo avere soggiornato per un congruo numero di anni nella merdosa Francia sotto la protezione della c.d. dottrina Mitterrand ( la stessa merdosa Francia che controllava con sussiego il passaporto agli onesti minatori padani lasciandosi riempire Marsiglia dai mafiosi italiani...)  approda infine in Brasile, anche qui sotto opportuna protezione.
  La notizia del suo matrimonio non interesserebbe più di tanto (aldilà delle implicazioni legali già accennate) se non fosse che questo imbecille lo ha fatto celebrare con il rito del 'candomblè', un culto afroamericano affine al voodoo e alla santeria, ove si 'adorano' qualche migliaio di spiriti o divinità varie con il condimento (in barba agli animalisti) del 'sacrificio' di qualche gallo o gallina sgozzati e di santoni in trance che camminano nel fuoco.
  Durante una intervista il nostro si vantò di non avere sensi di colpa, in quanto "non sono cattolico" (sic). Ora, a parte il fatto che per avere sensi di colpa non sia indispensabile essere né 'cattolico' né qualcos'altro (avrebbe magari più appropriatamente potuto dire semplicemente 'cristiano', ma un ignorante tale resta, anche scrivendo, o firmando, libri gialli...), saremmo curiosi di sapere se mai gli verranno ora, che ha aderito a questa pseudoreligione spiritista da negri sgozzatori di galline
  Un altro Cesare Battisti invece venne impiccato a Trento nel luglio 1916. Era un trentino, cittadino dell'impero austroungarico, addirittura deputato al parlamento di Vienna; dapprima marxista, affiliato alla Massoneria (serve dirlo ?), 'irredentista' italiano, allo scoppio della guerra fugge in Italia e si arruola nell'esercito italiano. Catturato in combattimento dai Kaiserjager viene condotto a Trento e processato. Disertore e traditore. L'unica conclusione logica e possibile fu la condanna a morte, assolutamente consequenziale e legittima. Forse, anziché impiccarlo avrebbero potuto fucilarlo, ma perché ? Anche la forma ha la sua simbologia. Oggi Battisti è un eroe nazionale dell'italietta...
  Nessun parallelismo è possibile tra i due: il 'secondo' Cesare Battisti è un volgare delinquente e assassino comune. Il 'primo' fu forse un idealista e corse un rischio calcolato, ma comunque lavorò per la Sovversione contro uno Stato tradizionale radicato nell'anima dei suoi popoli. Ma perché ho la strana sensazione che una sottile, quasi impercettibile linea unisca il massone impiccato nel 1916 allo spiritista del 2015 ?

  

domenica 6 settembre 2015

LA BORIA DI BERGOGLIO E IL PARADOSSO DI CALDEROLI.

    







         Sappiamo tutti che, a partire dall'ormai celeberrimo Concilio ecumenico "Vaticano 2°" del 1962/1965, la Chiesa cattolica è stata scossa da una vera e propria rivoluzione interna, rivoluzione che da allora è sempre continuata e che proprio con l'attuale pontificato di Bergoglio sta giungendo a dispiegare l'apice della propria corsa.
  Non interessa qui addentrarci - Dio ce ne liberi, è il caso di dirlo ! - in questioni e disquisizioni teologiche alle quali non siamo interessati e per le quali non siamo abilitati.  Ci basti sapere che - aldilà di ogni possibile giudizio sulla religione in generale e sul cristianesimo e sul cattolicesimo in particolare - proprio la Chiesa cattolica romana ha oggettivamente costituito un baluardo difensivo contro l'ascesa del potere infernale sul mondo e sull'umanità; non l'unico, naturalmente, e nemmeno il più duro ed impenetrabile, checché ne dicano certi 'tradizionalisti' dei miei stivali. Ma questa barriera rizzata in faccia alla Sovversione c'è stata e ha assolto, bene o male e finché ha potuto, il suo compito. Finché ha potuto, perché anche all'interno della Chiesa, e ben prima del compimento del famigerato concilio di cui si è detto, hanno continuato ad agire forze 'infere' legate al disegno sovversivo del mondialismo e della massoneria.
  Con l'inusitata abdicazione di Benedetto 16°/J. Ratzinger e la nuova elezione al trono pontificio di Francesco 1°/J. Bergoglio, sembra che il controllo massonico-mondialista sulla Chiesa romana si avvii ad essere semplicemente totale.
  Uno dei tanti segni di tale 'compimento' è dato dalla linea politica dettata dal Bergoglio sulla annosa questione della immigrazione allogena in Europa; accantonando la patetica e ridicola macchietta del profugo che fugge da guerre e persecuzioni -vera summa dei luoghi comuni più beceri- la nuova linea vaticana in materia recita semplicemente questo: e cioè che qualunque essere umano ha il diritto 'naturale' di ricercare lontano dalla propria terra di origine migliori condizioni di vita e nuove opportunità per il proprio futuro. Non siamo proprio alla teorizzazione comunista del "ovunque posi il mio cappello, quella è casa mia" o a quella opportunistica e plebea del "dove c'è  pane c'è patria", ma poco ci manca.
  Così la Chiesa romana ha decisamente imboccato la strada della accoglienza indiscriminata delle genti extraeuropee sul suolo europeo, di concerto con i potentati economici e finanziari ai quali tiene ormai bordone unitamente al vasto arcipelago radicale e marxista.
  Quanto a Roberto Calderoli, esso è un politicante italiano, né migliore né peggiore dei suoi degni compari; non possiamo però non apprezzarne la forse involontaria ironia insita in una sua dichiarazione alla stampa. Il solo continente africano, ha detto il parlamentare, conta attualmente circa un miliardo e duecento milioni di abitanti: e se anche solo la metà di essi ( o un terzo, o un quarto !) decidesse legittimamente (secondo Bergoglio e soci) di "posare il cappello" in Europa?  Ma questi non sono certo motivi di preoccupazione per i 'porporati'. Anzi.
   


domenica 9 agosto 2015

LO STATO MI DEVE DARE !

      

   Il 2 agosto u.s. si è tenuta a Bologna la solita commemorazione dell'infame strage della stazione ferroviaria, avvenuta appunto il 2 agosto del 1980.
  Lungi da me l'intenzione di commentare in alcun modo tale fatto orrendo, sul quale sono stati versati fiumi di inchiostro e di parole; e la commemorazione di un fatto così grave è senz'altro dovuta e giusta, anche a distanza di 35 anni.
  Esiste del resto una copiosa letteratura che contesta o almeno mette in discussione la verità ufficiale,sia giudiziaria che politica, su questa vicenda tragica la cui responsabilità è stata subitaneamente attribuita al 'fascistume', fascistume che - pur ampiamente coinvolto per il passato in maneggi infamanti con i poteri occulti - ha finito per diventare una grande sagoma fluorescente utile al tiro a segno dei media di regime.
  Ciò che invece ogni uomo dotato di seppur minime sensibilità ed intelligenza non riesce a digerire è la patetica, parossistica, vergognosa e ridicola kermesse rappresentata da una pletora di politicanti di ogni ordine e grado, dai sindaci ai primi ministri, che ogni anno salgono sul palco pavesato e scricchiolante sotto il peso di cotanta autorità ( ? ) per riversare sulla folla idiota che perde tempo ad ascoltarli un profluvio di banalità, prima che di menzogne.
 Quest'anno, fra gli altri, era di turno il presidente del senato, ovvero la seconda carica dello Stato ( la lettera maiuscola è stata usata per puro scrupolo grammaticale ); per i lettori non adusi al diritto costituzionale rammento che invece la terza carica dello Stato è rappresentata dal presidente della camera dei deputati, quella simpatica donnetta la cui facies tra il tetanico e lo stupor porta a considerare l'uso di scarpe troppo strette o, chissà, l'uso di un dildo anale... 
  Dunque, il 'nostro' ( loro ) presidente del senato, sfoggiando il proprio volto espressivo retaggio della pura razza mediterranea alla quale appartiene, ha preso fiato ed ha declamato né più né meno che, a 35 (trentacinque) anni dai fatti: occorre dare finalmente giustizia alle vittime ( ma non c'è una sentenza definitiva ?); bisogna individuare i mandanti della strage; bisogna dire una volte per tutte ai signorini dei servizi segreti che facciano i bravi e che rivelino quello che sanno; bisogna individuare e punire i responsabili dei 'depistaggi' ( come se la polizia e la magistratura non possano essere in grado di intuire quando vengono 'depistati'...); bisogna fare nuove leggi (il problema più grave della repubblichetta italiota e che non vi sono abbastanza leggi, questo lo si sa...) e in particolare introdurre il reato di depistaggio ( !!! ).
  L'uomo qualunque a questo punto, mentre si sta recando al lavoro in auto ascoltando la radio, non può non porsi degli interrogativi drammatici, tipo: ma 'depistare' una indagine di polizia non è già, per tutti i santi, un reato ? Eh, evidentemente no. Ma chi cazzo è che 'depista'? Dicono i servizi segreti, ma solo quelli 'deviati' eh, beninteso! Ma un presidente del consiglio, un ministro degli interni, un ministro della difesa ( quelli cioè che hanno immediata potestà di comando su tali organismi ), non possono recarsi personalmente negli uffici di stato maggiore dei servizi di 'sicurezza' e aprire i cassetti e gli armadi per controllare quello che vi è conservato? Eh, non si usa, anzi diciamo che non potrebbero proprio, finisce che li cacciano a calci in culo... Ma dunque lo Stato non conta un cazzo ? Se lo Stato invoca lo Stato affinché faccia 'giustizia' siamo al delirio... Eh, che vuoi farci, che ti frega, dai che stasera gioca la 'nazionale'...
  Così il profilo mediterraneo del presidente del senato sembra dissolversi in altri profili mediterranei, quelli degli abitanti delle molte città e villaggi italiani colpite da disastri più o meno naturali, terremoti, frane, inondazioni, incendi, uragani... Appoggiati ai muri pericolanti, con le mani in tasca, pronti a rispondere alle domande dei cronisti  ed a farsi riprendere dalle televisioni circondati dalle macerie e dal fango, non perdono tempo a declamare con accenti accorati: lo Stato ci deve aiutare, lo Stato ci deve dare! E che cazzo !